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11月21日 Ho visto"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e i raggi b balenare nel buio alle porte di Tannoizer. E tutto questo andrà perduto nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire."
8月7日 Stasera, che seraStasera è stata una di quelle sere indiscutibilmente contrassegnate dal gentil sesso, talmente contra-segnate che già per strada pensavo "adesso che rientro ci scrivo su un pezzo".
Lo so , lo so, è che ultimamente la sterile via della polemica mi mancava un pochino per cui la reimbocco per non sentirne più di tanto la mancanza.
Siamo stati a vedere un anonimo concorso di bellezza, come può essere anonimo per definizione qualsuasi concorso di bellezza, qui sulla ridente riviera adriatica a sud di Ancona, concorso dall'altisonante nome di "miss adriatico".
E pensare che in inglese miss significa mancare: certe volte è strano come le parole si combinino a sottolineare significati nascosti fra le righe (per non dire tra le fighe).
"Hai visto che ridicolo il fotografo della manifestazione?" mi fa con aria saccente il mio compare.
"Strano che tu abbia visto solo quello di ridicolo in tutta questa farsa" rispondo io.
In principio, qualche anno fa, pensavo che il famigerato concorso fosse un modo, probabilmente uno dei tanti, per reclutare battone slave e "bombarsele" illudendole di facili strade nel mondo dello spettacolo (e che spettacolo).
(Stasera la parola strade ricorre più spesso del solito nella mia prosa)
Mi sono spaventato.
Oddio, forse spaventato non è proprio l'aggettivo adatto ma aiuta a capire lo stato d'animo.
Premesso che non amo particolarmente i concorsi di bellezza (e questo è probabilmente un mio limite) mi sono ritrovato ad ammirare bellissimi fondoschiena portati in giro come carne da macello.
Personalmente credo che una volgarità del genere la si trovi solo nei film porno, di cui, per altro, mi ritengo un luminare.
Atteggiamenti, modi di fare, espressioni, andature, che neanche le mignotte di professione di solito hanno (non che io abbia niente contro certi tipi di professionismo): il mio spavento deriva dal fatto che sto parlando di ragazzine di 15/16 anni!
Sì, sì, lo so che sono io ad essere un vecchio retrogrado: l'altra sera ad un test sulla mia età mentale mi hanno dato un risultato di 20 anni più anziano rispetto all'anagrafe.
E pensare che da qualche parte sulla Bibbia hanno scritto "non giudicate se non volete essere giudicati": quando toccherà a me saranno dolori!
Sto dicendo banalità, come al solito, ho pensato passeggiando lungomare.
Ho pensato ad altro.
(Anche la parola pensare ricorre più del solito: in questi giorni medito troppo e forse i 10 km quotidiani di corsa su strada sono eccessivi)
Ad un certo punto, non so perchè e non so per come, tramite giri di telefonate, strane coincidenze astrali, macumbe e quant'altro, ci si ritrova a dover andare a prendere un tizio che era in macchina con un altro tizio ed entrambi attendevano che arrivasse una tizia.
Mi spiego meglio.
Mister x aspettava all'usicta da una cena lady g, ragazza che non vedeva non so da quanti anni, per trombarsela col bene placido di lei, tra l'altro fidanzata da poco e col ragazzo alla stessa cena!
Cioè, praticamente, un puttanone.
Ok, carichiamo mister z, l'amico di mister x, e lo portaimo con noi a bere un cynar mentre mister x attende con le palle in mano che lady g sbrighi le sue mansioni ufficiali per appollaiarsi felicemente sul suo pisello come la più famosa principessa.
Non finisce qui.
Comodamente seduti a sgranocchiare gli arachidi, nostra ormai abituale consolazione serale, mister z riceve una telefonata da mister x il quale lo informa che è stanco di aspettare e che ci raggiungerà a breve: benissimo.
Dopo circa mezz'ora mister x si presenta accompagnato da lady g, agghindata, sorridente e felice (chissà, forse avevano già consumato, e non si trattava di arachidi).
A vederla anche la faccia da brava ragazza.
Che cazzo sono venuti a fare? Un eccesso di narcisismo di mister x che ha voluto presentarci questo fior fiore di mammifero per farci rendere conto del suo standard riproduttivo? O un pavoneggiarsi di lei da puttanone incallito?
Ma esistono davvero femmine così?
Lo so, lo so, sono io che sono misogino e anacronistico: sto oggettivamente invecchiando.
E poi la Litizzetto mi viene a raccontare che alle donne non piace essere definite "donne con le palle": e ci credo, fa sempre comodo scaricare sugli altri le proprie responsabilità.
Invecchia che ti invecchia mi sorge il sospetto che le più oneste siano davvero le puttane: almeno se te la danno sai perchè e cosa vogliono in cambio, anche perchè paghi in anticipo.
Mica cazzi.
7月14日 Il peso dell'anima più veloce della luceQuella che segue è ovviamente una cazzata, come tutte quelle che mi vengono in mente quando, dopo una corsa faticosa, doccia e cena, sono seduto sulla panchina del giardinetto a mangiare un gelato e guardare i bambini che giocano. Premetto che non sono un fisico nè un matematico per cui la mia conoscenza della materia è limitata a quanto dei professori ordinari, assunti dal regime sessantottino fra quelli che facevano gli esami collettivi, mi hanno insegnato all'università. Ho visto un bambino andare in bicicletta ed ho pensato alle teoria della relatività di Einstein (si scrive forse con la a invece della seconda e? questione di dettagli): cosa c'entra? Non so. Forse anche Einstein è stato un bambino che andava con la bicicletta. Allora ho ripensato, confesso anche con un po' di nostalgia, ai tempi dell'università, quando un professore più o meno dichiarato gay ci introdusse nel magico mondo degli accorciamenti spazio temporali e del relativismo. Postulato che sta alla base di tale teoria è che la velocità della luce è costante ed è la massima velocità raggiungibile (mi piacerebbe che qualcuno meglio informato di me mi correggesse se scrivo stupidaggini perchè, checchè si possa pensare dalla presentazione naiv, l'argomento mi interessa davvero). Mi può stare bene, anche se non credo che ad oggi siano stati fatti esperimenti tali da mostrare l'evidenza di questo postulato (sennò che postulato sarebbe?). A partire da qui, mi pare, viene dimostrato che la velocità della luce rappresenta un sistema di riferimanto assoluto. Ovviamente ora scrivo una cazzata: anche un bimbo a 20 all'ora su una bicicletta con le rotelle, se assumiamo che la bicicletta si muova con la massima velocità costante raggingibile, rappresenta un sistema di riferimanto assoluto. La cosa mi sembra talmente ovvia che credo siano stati molti a pensarla molto prima, e molto meglio, di me. Oppure non l'ha pensata nessuna visto la banalità della cosa. Fin qui nulla di nuovo. Passiamo al lato B. Dalla teoria della relatività (o da qualche teoria ad essa affine) si dimostra che E=mc2, cioè che l'energia è uguale alla massa per la velocità della luce al quadrato. Bene. Mi risulta che la morte di un essere vivente sia un evento reale. Bene. Un qualsiasi essere vivente si muove, cioè consuma, e se vogliamo produce, energia. Quando muore la sua energia, più o meno improvvisamente va a zero. Credo che da qui abbiano preso spunto studi condotti da uno scienziato russo sul peso dell'anima. Lo so, lo so, adesso starete pensando "ancora con questa storia..." con tutti gli annessi e connessi. Mi pare che si sia misurato sperimentalmente che il peso dell'anima è pari ad 8 grammi, ed è costante per ogni essere umano (non chiedetemi come hanno fatto ma se lo sapete suggeritemi pure dove posso andarlo a verificare: tra l'altro ci hanno pure intitolato un film). Mi sorgono due domande: 1) se il peso dell'anima è pari ad 8 grammi e l'essere umano alla sua morte ha un'energia pari a zero, l'energia che si libera dal suo corpo è pari a E=0,008*300.000.000*300.000.000 Joule? 2) se la velocità della luce fosse la massima raggiungibile, nell'equazione precedente dovrebbe comparire in forma lineare, e non in forma quadratica, altrimenti l'equazione non avrebbe alcun senso: mi spiego meglio. L'equazione sopra scritta vuol dire che se porto un corpo di massa m ad una velocità pari al quadrato della velocità della luce, ottengo un'energia pari ad E. Ma come è possibile se la massima velocità raggiungibile è quella della luce? Come è possibile andare al quadrato della velocità della luce? Eppure l'energia nell'universo esiste, si deduce facilmente dalle bollette dell'Enel. Altra domanda: la quantità sopra calcolata, sempre ammettendo che le ipotesi siano corrette, fornisce una quantità di energia che mi sembra elevata (sarei curioso di sapere quanto produce una centrale idroelettrica): come è possibile che in un corpo così piccolo come quello umano (avrà sì e no un volume di 1 metro cubo, considerando che i bambini appena nati hanno massa e volume molto minori) sia contenuta una quantità così grande di energia? Tra l'altro (sempre assumendo che le ipotesi fatte siano veritiere) non sappiamo se in vita il "peso" dell'anima subisce variazioni: assumiamo che sia costante. Come è possibile mantenere questa quantità di energia costante consumando nel corso della vita un'energia molto minore? (quella che deriva dall'alimentazione per capirci) Alla luce di questi ragionamenti, sparo a culo, (alla luce, è venuto spontaneo :) ) credo che solo la fusione nucleare possa fornire qualche spiegazione (è solo un discorso "pur parlè", come dicono a Bologna): nel corpo umano avviene forse questo processo e fino ad ora non ce ne siamo accorti? (siamo alla fantascienza) Fine del lato B. Postilla. Come sempre credo che nessuno risponderà a questi miei quesiti. Mi aspetto tutt'al più il commento di qualche sapientone ( o qualcuno che si spacci per tale) il quale mi dirà con l'aria saccente di chi sa, che ho scritto tante cazzate. Pazienza, purchè me lo dimostri :) Aneddoto. Quando frequentavo le scuole medie c'era un mio compagno che si divertiva a prendere in giro un bidello un po' "ritardato" (già mi vedo le invettive dei persecutori del bullismo lanciare anatemi). Il gioco consisteva in questo: Manuel schiacciava l'interruttore del neon che illuminava la classe, correva alla cattedra poco lontana, rischiacciava l'interruttore prima che il neon si fosse acceso, complice il gas freddo e gli starter ormai vecchi proclamando al bidello con aria soddisfatta una frase ineccepibile: "più veloce della luce". Non so se mi spiego.
5月23日 Praha social networkPraga. Chi è Praga? Praga è una donna, sicuro, di quelle che hanno fascino perchè il fascino è nella loro natura: non Londra, che ti aspetta a gambe aperte e con l'occhiolino ammiccante del consumismo frenetico, ma Praga, silenziosa, romantica. Un incrocio di razze e di religioni: ebrei, musulmani, ortodossi, tedeschi, slavi, cechi, tutti ammassati intorno al fulcro sinuoso della Moldava. Che poi ogni tanto s'incazza e rimette ognuno al proprio posto... La cosa meravigliosa di questa città è la gente che vi si incontra: nessuno va di fretta (o così almeno mi è parso) e tutti, dal tossico al presidente, hanno una sana curiosità verso il prossimo che non sfocia mai nell'invadenza tipica dei popoli mediterranei. Sarà stato che il proprietario dell'albergo era italiano (romagnolo per la precisione, e non un romagnolo qualunque ma un romagnolo doc), sarà stato che ho conosciuto un altro italiano proprietario di un bar vicino al teatro nazionale, ad ogni modo, le persone con cui ho scambiato quattro chiecchiere comodamente seduto al bancone e senza far nulla di particolare per attirare l'attenzione sono state di gran lunga più numerose rispetto a quelle che forse in tutta la mia vita ho conosciuto in Italia. E tutto questo senza parlare neppure una sola parola di Ceco (di cui ho però comprato, purtroppo solo l'ultimo giorno, un corso in italiano). Tant'è che ieri sera, a spasso per la ridente cittadina balneare di Senigallia, mi sono annoiato non poco guardando persone isteriche probabilmente uscite da qualche trasmissione della De Filippi sgambettare per il lungomare senza metà in cerca di qualche improbabile conquista (?): da soli erano venuti e da soli se ne sono tornati (senza meta ma in cerca di una metà!). A Praga sono stato una sera in un discopub ed ho capito che noi italiani, che all'estero ci gongoliamo con tanta fierezza dei nostri spaghetti, dai praghesi abbiamo molto da imparare. Ero da solo, come spesso mi capita. In Italia entrare in un locale da soli sembra trasmettere già un segnale negativo, o almeno questa è l'impressione che negli anni mi sono fatto. In primis il cameriere od il buttafuori ti squadrano quasi avessi una strana malattia esantematica o altamente infettiva e dalle loro facce puoi subito capire che stanno pensando "questo qui la sera esce da solo....che razza di gente che c'è in giro al giorno d'oggi". A Praga non solo non vieni classificato come bestia rara dagli altri clienti, che , tra l'altro , vivono in una beata indifferenza paragonabile all'estasi di qualche santo padre della chiesa (che scrivo volutamente con la lettera piccola) ma se hai bisogno di una mano o semplicemente vuoi parlare con qualcuno sono gli altri che ti si avvicinano (indifferentemente maschi o femmine) con la sana curiosità dei bimbi. Punto due: il tamarro vip non è di moda. Ho visto un gorilla modello Costantitno Vitaliano essere allontanato a malo modo da maschi e femmine zompettando come un pirla in preda ad improbabili attacchi convulsivi in mezzo alla pista senza nessuna che lo degnasse di uno sguardo. Ho visto altri ragazzi italiani come me essere avvicinati da normalissime ragazze ceche e ballare tranquillamente per un po' in un clima di allegria generale, senza nessun bisogno di infilarsi tre metri di lingua in bocca e senza il minimo accenno di gelosia da parte dei cechi presenti. Ho visto un ragazzo ceco accarezzare una ragazza che era lì col fidanzato e lei tirargli una pizza che lo ha rimesso subito al suo posto, senza dare adito a nessun fraindentimento od equivoco (in Italia sarebbe finita a coltellate...). Ho visto anche tre ragazze italiane starsene a ballare tra loro al proprio tavolo, unico caso in tutto il locale, e rifiutare qualche piccolo tentativo di invitarle a partecipare alla festa collettiva. Ovviamente dopo aver provato una volta nessuno si è più avvicinato e loro sono rimaste, vamp da quattro soldi, al tavolino come delle autistiche. Daniele dice che tanti anni di dittatura televisiva in Italia hanno portato a questa totale incomunicabilità fra le persone: può essere una buona spiegazione anche se ci sarebbero altre domande più spiccatamente politiche a cui dare una risposta. Io penso che in Italia abbiamo la presunzione di giudicare le persone senza alcuna cognizione di causa: le conosciamo già, senza bisogno di conoscerle. Come scriveva Oscar Wilde"solo uno stupido non giudica dalle apparenze": non si sa perchè però la apparenze in Italia portano il più delle volte a giudizi negativi, aggiungo io. Probabilmente perchè abbiamo perso il gusto per la bellezza? Probabilmente, tanto che la confondiamo con i manichini di Intimissimi. Così ho conosciuto Fabio, il gestore del Camberly bar, un italiano ormai stufo della stagnante astomsfera che si respira nel milanese; Camila, la sua convivente, quarantenne, ex modella ceca e suo figlio Daniel, in procinto di iscriversi all'università; Kelly, una ragazza americana della Florida (Jacksonville per la precisione) che a Praga è venuta per scelta per insegnare inglese, ed una sua amica che dopo aver cantato insieme Hey Jude dei Beatles mi ha stampato un sonoro bacio sulla guancia; Roberto, il gestore di un night club ex fantino e pluridecorato dj nella Ibiza dei tempi d'oro; Miroslav ed un suo collega della polizia praghese, innamorato dell'Italia; un cinquantenne sopravvissuto ad un tumore che voleva a tutti i costi abbordare qualcuna delle ragazze della lap dance (che a Praga è cosa ordinaria, come le cubiste nelle nostre discoteche) e che si è scusato a raffica perchè il cameriere non ci aveva ancora portato da bere; un ragazzo che coltiva marijuana sul suo balcone perchè dice che tanto lì è normale...(fermo restando che si a vero); Eva e Sandra. Poi alle 14:30 del 17 maggio sono atterrato di nuovo nel terzo mondo, con tutto il rispetto per chi nel terzo mondo, economicamente parlando, ci abita davvero. E mi sto ancora chiedendo cosa ci sia tornato a fare. Dobry den. 2月1日 Il discorso dello schiavoHo provato, alcune volte, a fare discorsi di questo tipo, ma ho sempre notato una certa diffidenza, ragion per cui mi sono rassegnato ad essere considerato matto. Adesso noto, con un pizzico di soddisfazione, che non sono il solo a pensarla così.
Uno degli aspetti più micidiali dell'attuale cultura è di far credere che sia l'unica cultura, e invece è semplicemente LA PEGGIORE. Bhe gli esempi sono nel cuore di ognuno: per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più PEZZENTE che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta. Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro da oggi penso" pensa questi BASTARDI che mi stanno rubando l'unica vita che ho, perchè non ne avrò un'altra, c'ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni a settimana e mi lasciano un MISERABILE giorno, per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?" Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perchè sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire. Deve sempre pensare con una coscienza perfetta, "questi stanno rubandomi la vita in cambio di due milioni e mezzo al mese bene che vada, mentre io sono un CAPOLAVORO il cui valore è INENARRABILE". Non capisco perchè un quadro di Van Gogh debba valere settatasette miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada. Secondo me poi, siccome c'è un parametro che con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati almeno cento volte, e l'orario di lavoro doveva diminuire almeno dieci volte, e invece no, l'orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla natura. Pensa alla cosa più bella che la natura propone che è quella di, mettiamo, di fare l'amore, no?! E immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l'amore otto ore al giorno: sarebbe una vera tortura e quindi perchè non deve essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole che fare l'amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana. Certo, c'ho il mitra alla nuca lo faccio, perchè faccio discorsi dico "meglio leccare il pavimento o morire?", "meglio leccare il pavimento" ma quello che è orrendo in questa cultura è che leccare il pavimento è diventata addirittura un'aspirazione, capisci?! Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare otto ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci? Tutto ciò è oggettivamente mostruoso. Ma laddove la coscienza produce coscienza tutto ciò è effettivamente mostruoso. Domanda: Sì va bhe ma ormai è irreversibile la situazione. Sì tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime perchè è il tipico dello schiavo,no?! il vero schiavo, il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte, perchè lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà. Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso, quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole ci sarà sicuramente stato qualcuno come te che gli avrà detto "eh sì, sono ventidue secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, e mo arrivi te a dire questa stronzata, e come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani?", "Non è affar mio signori". "Allora guarda noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero così tutto torna nell'ordine delle cose " Hai capito? Perchè tutto l'occidente vive in un'area di beneficio perchè sta rubando otto decimi dei beni del resto del mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un REGIME politico capace di darci la televisione, la macchina, no! E' un sistema politico che sa RUBARE otto decimi a tre quarti di mondo e che da un po' di benessere a un quarto di mondo, che siamo noi. Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire, o bisogna accorgersi che SIETE TUTTI MORTI. 1月25日 I hung my headMi chiedo cosa fa la gente in quelle domeniche piovose di fine inverno, quando l'acqua che scende è così fitta che non si vede bene neppure guardando fuori dai vetri. Ognuno sembra perso un po' per i cazzi suoi, ma nessuno ha un cazzo per sembrare meno perso. Io in questa giornata uggiosa un'idea ce l'avrei, ma chissà se poi è davvero quella giusta. E' solo questione di tempo, e di voglia. E il tempo, sta per scadere.
NevrosiNevrosi, nevrosi galoppante, nevrosi che all'una di notte di un sabato sera qualunque non mi fa dormire. Nevrosi che mi spinge ad immaginare situazioni surreali, in fuga dalla polizia che mi insegue sulla spiaggia di notte, cani che mi abbaiano contro, risse. Se avessi un bastone a portata di mano distruggerei casa e ammazzerei tutti quelli che mi si trovano davanti. Mi costa fatica trattenermi, molta fatica, forse troppa. Non ce la faccio più, sto scoppiando, sto scoppiato. E il mondo? Se ne frega. Che sia maledetto il giorno in cui sono stato concepito, che sia maledetto, ora e sempre! E alla fine? Alla fine, dopo tanto sforzo, la testa mi fa male, e non riesco a non piangere: non è pianto di dolore, è pianto di nervoso. E non lo so come andrà a finire, semmai finirà tutta questa tortura, non lo so. O forse ho solo paura di saperlo. Il problema non è cosa farò a marzo, a capodanno, a Natale o quando sia sia. Il problema è cosa farò domani, cosa faccio oggi. Questo è il problema: nevrosi. Aiuto.
Devo spaccare l'armadio, voglio sentire il rumore di qualcosa che si rompe, il suono di una barriera che cade, la sensazione di aver cambiato il profilo di ciò che mi circonda. E invece niente, l'unico ticchettio che sento è quello dei tasti sul pc, futuristica macchina da scrivere, strumento per individui insoddisfatti e frustrati.
Che siate tutti maledetti, nè più, nè meno di me.
Amen 12月6日 Com'è possibile?Mi chiedo, ormai con una leggera nota nostalgica e quasi miserevole, come mai, delle circa 1200 persone che hanno visitato il mio blog, solo 3 hanno lasciato 4 commenti. Ora, o me lo fate apposta, o siete qui per sbaglio, o non avete nulla da dire.
In ogni caso vi considero delle merde o, se preferite, dei grandissimi figli di puttana!
Com'è possibile?!
Distinti saluti 11月28日 Mi sono accortoOggi è successa una cosa strana. Oddio, proprio così strana forse non deve essere, tuttavia dal mio punto di vista è a dir poco insolita. Piccola premessa. Al termine di ogni allenamento l'istruttore ci ripete sempre la stessa domanda: "c'è qualcuno che vuole dir qualcosa?". Ovviamente ci sono sempre 2/3 persone che prendono la parola e che il più delle volte ripetono che gli è piaciuto fare allenamento con tizio e caio e via di questo passo. Stasera ero incazzato nero, per i soliti motivi che già sapete, e se non li sapete non è che sono tenuto a dirveli. Probabilmente il tasso d'incazzatura e la negatività che emanavo erano talmente accentuati ed evidenti che in molti se ne saranno accorti. Praticamente mi sono allenato senza proferire nemmeno una parola, fatta eccezione per la ripetizione della spiegazione di qualche esercizio. Già nel riscaldamento avevo tutte le gambe tirate, quasi i polpacci mi facevano male senza muoverli. Ho pensato che fosse un affaticamento e non gli ho dato peso. Tuttavia, mentre le altre volte che mi capita di essere un po' storto alla fine degli esercizi mi sento sempre un po' risollevato, stasera ero...
IO NON VOGLIO FARE L'INGEGNERE! IO NON VOGLIO FARE L'INGEGNERE! IO NON VOGLIO FARE L'INGEGNERE! SONO INVISIBILE La solitudine è brutta perchè non da la possibilità di condividere i propri sentimenti, i propri pensieri, le proprie idee con gli altri. Tornando all'allenamento ed alla mia negatività: al termine, invece della solita domanda, l'istruttore ci fa "vorrei che almeno 5 di voi mi dicessero una cosa bella che gli è successa oggi". Due hanno esordito dicendo che era stata una brutta giornata e che la cosa più bella era stata venire ad allenarsi. Un'altra ha raccontato un aneddoto su un suo collega di lavoro. "Marco", chiede l'istruttore. Panico, sono impreparato, non so davvero cosa dire, una cosa bella!?!?!? ma quando!?!? ma dove!?!??! a me?!!?!? Sparo la prima che mi viene in mente "ho mangiato un bel piatto di gnocchi" e gli altri giù a ridere: ovvio. L'istruttore mi fa "qualcosa di spirituale!". Alzo gli occhi, mi guardo intorno, non ho gli occhiali perciò non ci vedo. "Oggi è stata davvero una brutta giornata, che dire? Ho risolto un paio di problemi col pc ma non è che siano poi così spirituali". L'istruttore continua a guardarmi, lo sento ma non lo vedo. "Senti", gli faccio, "ci penso e te la dico la prossima volta perchè di spirituale non mi viene in mente gran che". Mi hanno chiesto una cosa bella ed io non ho saputo rispondere! Non ho saputo dire neppure una cosa bella che mi è successa durante la giornata! Non ho saputo esprimere me stesso e, per giunta, ho fatto la figura del superficiale e dello stupido con la storia degli gnocchi. Io non sono capace di esprimere me stesso: questa è la cosa bella che mi è successa oggi. Me ne sono accorto.
10月4日 Passion fruitNon credo che nella vita ci sia qualcosa che valga la pena di fare se non è accompagnata da un'irrefrenabile passione.
Per questo da oggi tutto il superfluo cercherò di riporlo in soffitta: e non venitemi a dire che non vi avevo avvertiti.
9月13日 Into the nightA volte vorrei essere tamarro come Santana, figlio di uno zingaro per le strade di La Paz.
la radio trasmette: Into the night - Santana, Chad Kroeger
8月23日 Nessuno s'incazzi (di due giorni postumo)Strana giornata, questa.
Sarà perchè l'ultima di una lunga serie in cui il traffico la fa da sottofondo sulle sponde del Liffey, sarà perchè il tramonto disegna sulle Four Courts le statue in controluce col gesto dell'ombrello, sarà perchè è l'ultimo giorno di vacanza.
Oggi è successo qualcosa di particolare, sì, particolare.
Ho appena sganciato alla cameriera 12 (dodici) euro per un whisky ( e non whiskey, scimiottando la guida) invecchiato non so quanti anni ma che in distilleria ti consegnano a fronte di una banconota da 200.
Non è male.
La cameriera non mi ha nemmeno chiesto se lo volevvo con o senza ghiaccio, come fa di solito col buon vecchio Black Bush (10 anni).
Stamane sono stato al Trinity per un colloquio (io?! per un colloquio?! al Trinity?!).
Si parlava di un dottorato di ricerca ma non è che ne fossi così convinto (neanche loro a dire la verità).
M'hanno detto che ho porlato col capo dei capi: a me sembrava solo uno con la faccia da indiano.
Si chiama Amil, comunque (è un nome di fanasia, ovvio!).
Non deve essere uno che beve whisky, al massimo una coca cola.
Che poi in realtà io mica ci volevo parlare! E' solo che ho cominciato a chiedere in giro dove fosse il dipartimento di image processing e mi hanno portato da lui.
Io al massimo volevo farmi un giro per il dipartimento.
Incontro in un atrio un tizio, gli chiedo, mi porta da una segretaria che mi dice che fra qualche settimana sarà in Italia, mi chiede com'è il clima, cerco di rispondergli, allora mi dice che siccome sono stato così gentile (chissà che avrà capito, visto il mio inglese) che mi farà parlare con una segretaria del dipartimento.
Io non è che ho molta voglia, ribadisco che sono in vacanza ma quella insiste (deve essere stato sempre il mio inglese).
Mi presenta a questa bionda, tipica irlandese, rossa (l'avete mai vista na bionda rossa?!), occhi azzurri, paffuta.
Ci parlo, o almeno ci provo, giacchè ci siamo.
Devo essergli simpatico perchè mi dice che mi farà parlare con un tizio.
Mi presento, lo ascolto, non so che dirgli, non sa che dirmi, un buon colloquio, alla fine rimaniamo che gli mando un CV: sarebbe stato meglio se fossi stato ubriaco, penso.
Credo di aver bevuto tanta di quella Guinness in questi gioni che mi sorprendo ancora di come faccio a non pisciare nero.
Ad ogni modo.
Domani ho il volo, 7:30.
Devo svegliarmi così presto che sono già in pena da ieri.
Comunque.
Più tardi sono stato in giro per la città a cercare un barbone, homeless, come lo chiamano qua.
La gente, certa gente, a Dublino, si veste così free che ti verrebbe di chiedergli se appartiene alla famiglia dei senza casa.
Fortuna che non tutti i pensieri corrispondono ad azioni.
Ho scoperto, in ogni caso, che è difficile regalare qualcosa a qualcuno che non conosci.
Non è che puoi fermare la gente per strada e chiedergli: " scusa, non per offendere, ma sei un barbone?".
Non sta bene.
Anche i barboni s'incazzano.
Così ho girato un'ora per cercare la persona giusta, ammesso che uno che suona la chitarra ai bordi di Grafton Street sia la persona giusta.
Non mi ricordo che gli ho detto.
Avevo un paio di scarpe usate, spaghetti, olio d'oliva e colla.
Non potevo mica mettermi per strada e chiedere: "scusa, posso regalarti un paio di scarpe usate?"
Non sta bene.
Così devo avere detto tipo :"I have a pair of old shoeses, do you want them?" (che praticamente è la pura e semplice traduzione)
Alla prima titubanza, dovuta, ancora una volta, più al mio inglese che alla sua ubriachezza, ho pensato "adesso s'incazza".
Invece gli "I bless you" si sono sprecati.
Alla fine sono andato via senza farmi notare: lui era tutto preso a controllare la merce, ma non è importante.
I doni più grandi si fanno a chi li sa ricevere senza farsi troppe domande.
E' meglio così.
Sennò sai quante menate!
Si è fatto tardi: finisco il whisky che il cielo mi aspetta.
God blesses you!
6月21日 EscortNon vi offendete se non ho inserito qualche mia foto a mezzo busto con gli addominali scollpiti che risaltano a torso nudo, la faccia da cocainomane e l'aria di chi t'osserva e pensa "guardami stupida!" E non l'ho fatto non perchè non avessi tempo o soldi (forse perchè non avrò questi tanto agognati addominali scolpiti che adesso immagini) ma semplicemente perchè non mi interessa se tu, che leggi e che forse spinta da un irrefrenabile desiderio o da semplice curiosità, mi contatterai fra poco, sei una stupida, oppure no. Del resto ogni commerciante che si rispetti, o che in ogni caso sappia farsi rispettare, non è affatto incuriosito dal livello intellettivo di chi acquista la sua merce. Per questo, visto che da oggi ho deciso di diventare un oggetto anch'io, probabilmente perchè gli oggetti destano più interesse delle persone, non mi sono preoccupato e non mi preoccupo affatto dell'acume delle mie future clienti. Il mio servizio, è bene chiarirlo, non offre prestazioni di carattere sessuale nè qualsiasi altra cosa che rientri nella sfera erotica: mi rivolgo sì a persone maggiorenni e di sesso chiaramente femminile, ma il mio obiettivo, da buon "a-damo di compagnia", è solo quello di allietare la serata, il week end o qualsiasi altro evento a cui vorrete invitarmi. Sono una puttana al maschile ma invece che il mio corpo vi vendo, a tempo parziale, la mia attenzione: spero vi piaccia. Dimenticavo: astenersi volgari e perditempo, non rispondo a e-mail anonime. Posso viaggiare in tutto il mondo, chiaramente a spese vostre. Potrei aggiungere, come ho letto su qualche sito/giornale in materia, la clausola "solo per persone di alto livello", ma siccome il livello di solito lo stabilisco io e quasi sempre non combacia con quello a cui voi credete d'appartenere, è meglio evitare inutili fonti d'imbarazzo. Per i week end devo essere avvisato almeno 48 ore prima. I "regalini" variano a seconda del tipo di incontro a cui sono invitato a partecipare: anche la parola ha un prezzo e la mia, se permettete, è molto "cara".
Per info e prenotazioni: diciassettere@hotmail.it 6月15日 L'importanza della segaStamane affronterò un problema che da anni ormai interroga insigni studiosi di tutto il mondo: l'estinzione dei dinosauri. Per questo mio intervento risolutivo desidero in primis ringraziare il dott. Daniele, di cui per correttezza ed in virtù della legge sulla privacy, di cui mai ricordo il numero di articolo, non citerò il cognome ma specificherò il soprannome alias Minnillu. Molti associano alla scomprasa di questi enormi animali gli eventi più eclatanti e disparati: alcuni sostengono che sarebbe stata opera di un meteorite talmente grande da non poter essere frantumato dall'attrito dell'atmosfera terrestre, altri che si sarebbe trattato di una improvvisa siccità dovuta ad un innalzamento del regime climatico terrestre, altri ancora risalgono alla carenza di cibo sufficiente. Benchè io sia perfettamente a conoscenza di tutte le molteplici teorie esposte dai miei di certo più famosi, ma qui aggiungo ingiustamente, colleghi, non starò ad esporle tutte tanto più che, quando vi rivelerò il vero motivo, appariranno ormai desuete ed evidentemente mendaci. Secondo la nostra opinione, mia e del sopra citato dott. Daniele, che sfido qualsiasi luminare a confutare, l'estinzione dei dinosauri è da ricercare in motivazioni morfologiche nella struttura degli arti inferiori e superiori, nonchè delle zampe delle specie non erette. Come tutti sappiamo perchè abbiamo avuto modo di vedere alcune immagini ricostruite o per semplice sentito dire, i dinosauri (di cui in allegato riporto una ricostruzione) avevano quelle che definirò impropriamente "braccia" e "gambe" molto corte rispetto alla struttura corporea. In virtù di questa conformazione è evidente come per loro sia stato impossibile poter toccare le regioni del loro basso ventre. "Cosa c'entra tutto questo con la loro estinzione?" vi starete probabilmente ancora chiedendo. Orsù, pensateci meglio, strizzate le meningi e allargate le falangi, è ovvio: i dinosauri sono morti per una grave e terribile forma di esaurimento nervoso. A questo proposito permettetemi una divagazione: vorrei spezzare una lancia a favore di questa categoria animale verso cui nessun provvedimento è stato preso nè dallo Stato nè dalle associazioni di volontariato. Nessuno si è preoccupato di fondare un movimento, di certo utilissimo, e del resto sovvenzionabile tramite legittimi fondi europei, a ricordo dei dinosauri defunti, a monito delle sofferenze atroci a cui questi animali sono stati sottoposti, non certo direttamente dall'uomo, che non ha evidentemente fatto in tempo, ma dal pianeta, a cui l'uomo quindi, deve ribellarsi. Bisogna però notare come l'essere umano in questo senso, magari non rivendicando le ragioni precise dei suoi gesti, abbia fatto molto, a partire dalle discariche abusive, a finire con l'uso di benzina verde cancerogena. Tuttavia leggo nei vostri volti, cari Lettori, una nota di sorpresa come se non aveste, al termine della mia divagazione, ancora capito perchè i dinosauri si sono effettivamente estinti: cosa c'entra l'esaurimento con le braccia corte? Lo so che siete impazienti di saperlo ma speravo, e qui evidentemente sono stato colto in fallo, che da soli sareste arrivati, nel tempo necessario per la mia parentesi dinosauro-sociale, alla soluzione dell'enigma. Del resto ho molta stima dei miei lettori. Visto però che siete ancora qui a farmi questa domanda vi risponderò con una sentenza lapidaria destinata a fare breccia nella comunità scientifica internazionale ed a lasciare molti ricercatori, finalmente, dico io, disoccupati. Poichè, ahimè, non amo le rivelazioni, per così dire, "pornografiche", tenterò l'impresa di condurvi per mano a comprendere in autonomia il motivo dell'estinzione dei dinosauri. Fortunatamente ci rimane da togliere solo la biancheria intima del ragionamento per cui non sarò troppo prolisso e potretet seguire agevolmente il mio elementare ragionamento. Pensate ad un animale, uno qualsiasi. Siate un po' più fantasiosi: oltre al cane o al gatto immaginate, chessò, l'armadillo, il formichiere, il diavolo della tasmania. Moltiplicatelo per due e aggiungete quattro. Scusate, mi stavo confondendo con un altro tipo di ragionamento che vi spiegherò la prossima volta: torniamo ai dinosauri. Qualsiasi animale dotato di braccia voi possiate pensare noterete che la lunghezza dei suoi arti è sempre tale da permettergli di raggiungere almeno la vita, che vedete a volte il caso, stranamente si chiama proprio vita. E senza raggiungere a vita, lo sappiamo tutti, non si vive, cioè si muore. E' evidente, allora, lapalissiano il motivo: i dinosauri si sono estinti perchè non potevano farsi le seghe!
Nota (a fondo perduto): a seguito del diffondersi di questa notizia un ricco magnate americano di Las Vegas, noto nell'ambiente per la sua passione per il Partito d'Azione e le vicissitudine delle guerre d'indipendenza italiane, avrebbe deciso di instaurare, a sue spese e con la collaborazione di una nota casa farmaceutica, un movimento, designato con lo stesso nome di quello di stampo mazziniano, e costituito da una schiera di 12 (dodici) pornostar, pronte a fare le seghe ai dinosauri, onde evitarne una nuova estinzione, nel caso ricomparissero sulla faccia della terra. Chiaramente le lavoratrici sono equipaggiate con divisa anti sommossa e con tutte le dotazioni atte a permettere di lavorare in sicurezza secondo quanto stabilito dalle leggi internazionali sulla sicurezza sul posto di lavoro. Pare che tutte le reti private della tv italiana abbiano acquistato in anteprima l'esclusiva dell'evento.
DipendenzaChi frequenta e legge abitualmente un blog appartiene, a mio parere, a quella schiera di persone che sono solito definire malate. Una specie di morbosità conoscitiva colpisce chi è alla ricerca di se stesso e vuole scoprirsi in ciò che scrivono gli altri. Del resto è solo un diverso aspetto della stessa malattia del redattore del blog, che scrive per potersi rileggere, per poter lasciare una traccia tangibile di una sua presenza sommersa dal rumore esterno. Così io scrivo e tu, tu leggi, cara Lettrice, avida di sapere perchè fra tutti coloro che conosci e che più o meno inconsciamente classifichi, perchè non sei ancora riuscita a trovarmi una collocazione. Eppure non siamo speciali, siamo solo persone qualunque, in un posto ed in un tempo qualunque. E allora perchè sei così curiosa di vedere la mia pupilla che nel buio si dilata? Questa è un'immagine che mi ha fatto venire in mente mio fratello stasera, tornando da una festa di compleanno. Sono io che son voluto venir via: le feste di diciotto anni le odiavo a diciotto anni ma non potevo sottrarmene perchè non ne avevo le forze, non ero mica pronto a mostrarmi asociale così come sono sempre stato! Adesso le cose sono cambiate: continuo a odiarle ma posso pur sempre venir via quando mi pare, avendo trascorso più della metà del tempo a chiedermi il perchè ci fossi andato e a darmi, sempre, la stessa risposta: "è un bravo ragazzo e ci teneva che venissi, anche se non saprà mai che per me è stato un bel sacrificio". Di positivo c'era solo un sicomoro secolare rischiarato dalle squame dei raggi lunari: è una notte a tre quarti. Così, mia cara Lettrice, del resto più curiosa del mio caro lettore, vieni qui per leggerti. Prima d'ora non avevi mai potuto sospettare che io lo sapessi, che io conoscessi questa tua dipendenza, questo tuo comportamento. Magari potevi sospettarlo ma non t'era data la certezza: adesso voglio che tu lo sappia e voglio che tu sappia che io voglio che tu lo sappia. E se un giorno decidessi di sparire? se non scrivessi più nulla? se anch'io, come te, usassi quel famoso timer da dolce forno Harbert con cui ti riservi il diritto di farti sentire quando e come vuoi, se lo vuoi? Quest'estate partirò per una terra smeraldo, lontana qualche ora d'aereo, ma tutti forse lo sapevate già: e se decidessi di non tornare? perchè parto? da solo poi... Parto per mettermi alla prova, per leggere un altro me che non vien fuori dalle pagine scritte il sabato sera ad un'ora in cui gli altri annegano nei fumi del Porto i propri sensi di colpa e le proprie debolezze. Parto per sentirmi libero, capace di dire che la mia vita non è solo quella che vivo, è molto di più, è oltre. Non è importante arrivare, è importante andare oltre. Parto per un'esperienza che sia solo mia, esclusiva, incondivisa ed incondivisibile, che sia solo mia per scelta e non per non aver nessuno con cui condividerla. Allora come farai, se non decidessi di aggiornare più questo stupido spazio virtuale, come farai a soddisfare la tua sete da voyeurista, ad interessarti di nascosto a chi devi tenere a bacchetta perchè altrimenti non riesci a controllare? Già, perchè tu leggi, certo, ma non scrivi, non lasci commenti, non lasci tracce, tu controlli, osservi guardinga le mosse dell'avversario, come se io lo fossi davvero. Il tutto con la scusa d'esser donna e quindi giustificata per non aver nulla da dire: lo sappiamo entrambi che si tratta solo di una scusa, di gusto banale tra l'altro. Non mi spaventa la libertà ma la dipendenza, in questo abbiamo qualcosa in comune. In fondo sono sempre stato libero nelle mie dipendenze: devo abituarmi a qualcosa o qualcuno, fissare i posti e le strade che ripeto ogni volta che mi reco da qualche parte, come se il viale fosse luogo egli stesso, e non solo il tramite, il mezzo per spostarsi dalla partenza alla meta. E comincio a stufarmi di questo stato di cose che produce l'atrofia dei miei neuroni, già provati per motivi a te oscuri, ma neanche tanto. Così evito di annoiarmi. Sai che c'è? C'è che tra amore e dipendenza ci passa un capello...ed io da piccolo "sono sempre stato un tipo spettinato". |
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