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8月26日

Virtual Trip

Improvvisamente nessuno.

Giocando con le reti neurali scorsi paesaggi onirici illuminati dalla psichedelica violacea lampada di Wood.

Stralunato su un divanetto finto pelle molto anni 80 sedevo al bordo della pista.

Ombre poco familiari con movimenti sinusoidali assottigliavano lo spazio.

La vista non scorgeva: tutto era udito e olfatto, naso, bocca, lingua, odore.

Acre come la salsedine e fumoso come la nebbia di Novembre, saliva per le scale saltando sui gradini, nota per nota, sua maestà la musica.

128 bps, 150,180 e ancora di più fino all'eccesso.

Io amo l'eccesso.

Godo a pensare che quello che per gli altri è eccesso per me sia normale: mi piace andare oltre le righe, inerpicarmi fra frasi fatte, citazioni dotte, parafrasi e dittonghi.

Non saprei spiegarvi il motivo.

Forse è solo questione di orario: la mia testa si sveglia e vaneggia, immersa dal silenzio notturno.

Io amo il silenzio, il sordo piatto silenzio.

Io amo la musica, quella assordante, quella che ti toglie il respiro, quella che ti parla dentro senza dir nulla.

Mi piace il suono metallo, il suo industrial non so che pacchiano e demodè.

Ecce omo!

E non c'è altro da dire. 

 
8月19日

In un mare di puttane

Oggi scrivo di un argomento attuale, attualissimo, che è sulla bocca di nessuno ma è evidente a tutti: parlerò di puttane.

Ma non di puttane di professione, che sarebbe meglio chiamare, come dice il mio amico Andrea, collaboratrici sessuali: parlerò di quelle puttane subdole, perennemente indecise, innamorate non si sa di chi e non si sa di cosa, che con due parole sono in grado di rovinarti la vita.

Parlerò di ragazze.

Benchè la mia esperienza in merito non sia sterminata, le poche persone che ho avuto modo di frequentare per periodi più o meno lunghi, si sono dimostrate, col tempo, tutte mignotte.

Con questo non voglio mica dire che le ragazze per bene non esistano, anzi, la mia, seppur flebile, è una speranza a cui non voglio rinunciare: dico soltanto che le ragazze (anche se probabilmente non è questione di sessi) non sanno cosa vogliono, cosa cercano, dalla vita, da chi le circonda e dagli uomini che le stanno accanto.

Mi pongo questo interrogativo stasera perchè trovo difficile comprendere frasi del tipo "è bellissimo parlare con te, sei una persona stupenda, mi trovo benissimo con te ma non possiamo più frequentarci": meno male che ti trovi benissimo.

Probabilmente sono solo frasi di circostanza, che io non riesco, vista la mia mente bacata, a capire: ci vuole tanto a dire "guarda mi sono sbagliata, non sei la persona che fa per me facciamo finta che non sia successo nulla e ricostruiamoci una vita ognuno per i cazzi suoi"?!

Forse messe in questi termini le cose sarebbero più dure da affrontare, soprattutto all'inizio, ma l'ipocrisia non è certo una moneta che paga.

La cosa più stramba, e lo dico sempre pensando che mi si parli in tutta franchezza, è che il tutto dipende dal fatto che il tizio con cui stavamo prima, e con cui deduco forse non stavamo poi così bene, non si è fatto più sentire o non si riesce a dimenticare.

Se a me il gelato al pistacchio non piace, è inutile che continuo a comprare coni al pistacchio pensando che un giorno le cose possano cambiare: non me lo mangio.

Alle ragazze invece piace mangiarlo (il gelato al pistacchio) con la rassegnazione o con la consapevolezza che non gli piace ma che è quello che vogliono: certo, poi hanno bisogno di chi le ascolti, della panna montata.

Ecco, a me capita di fare sempre la parte della pana montata, quella che sui coni ce la metti per sfizio, te la mangi per prima, perchè è così soffice e così buona che non puoi mischiarla col gelato: è una cosa diversa.

Ma si può sapere che cazzo volete?

Chiedi a una donna quali siano le caratteristiche che deve avere un uomo per piacerle:

1) intelligente

2) simpatico

3) che faccia ridere (non nel senso di ridicolo)

Poi lo trovano, e lo lasciano, forse perchè s'accorgono che avrebbero smesso di cercare.

Mettiamoci pure che deve essere anche bello, perchè diciamoci la verità, i cessi non piacciono a nessuno.

Mi sta sul cazzo sapere di aver lavorato profondamente su me stesso per sviluppare i punti di cui sopra e poi sentirmi dire che le cose non vanno, senza un motivo plausibile.

"Al cuor non si comanda" mi ripeteva una che mi fece fare la stessa fine di cui sopra.

"Al cervello, se ne hai uno, sì" rispondo io, altrimenti, e scusa se te lo dico, l'appellativo "troia" è difficile non affibbiartelo.

Fossero discorsi di ragazzine di 18-20 anni, vorrei pure capirli, a quell'età è difficile trovare una che sotto abbia i coglioni (e non mi riferisco ai travestiti) per poter pensare e credere in certe cose: il bello è che succede con persone di una certa età, di quasi 30 anni!!!

"La fortuna di essere nata donna è che non dovrò sposarne mai una" recitava un detto di non ricordo quale acuto misogino.

"Ragazza che non ho, sai che fai, non pensare a me: a forza di credere nei sogni ho imparato a reggerne l'assenza. Ma uno di noi stasera, almeno uno di noi, fallo felice" rispondo io.

 

 

 
 
8月13日

Finalmente sono arrivate le ferie!

Finalmente sono arrivate le ferie, queste agognate, desiderate, diseredate, chiacchierate, fottutissime ferie!

E allora qual è il problema, vi starete chiedendo??

Quasi quasi preferivo il lavoro: almeno il giorno so cosa fare. Questo è il problema!

I miei amici hanno pensato bene di sparire: tutti in vacanza in qualche posto di mare, non mi rimane che aggiornare il blog per fare qualcosa di interessante (a che punto mi sono ridotto).

Evidentemente abito in un posto così bello,  sul mare, che le persone delle mie parti quando hanno qualche giorno di riposo preferiscono cambiare aria (pensate un po'!): toccherebbe forse farlo presente alle varie amministrazioni locali, sempre pronte a far le puttane quando s'avvicinano le elezioni.

Praticamente qui ci sono rimasto solo io, qualche migliaia di turisti provenienti dai sottoborghi delle metropoli, e chi sta ancora preparando le valige per scappare in qualche luogo ameno: poi vengono a dirmi pure che ci si vive bene...

La cosa strana è che durante l'anno, quando non hai tempo nemmeno per pulire casa, tanto sei sommerso di lavoro, la cosa che desideri di più sono "queste cazzo di ferie" e poi, quando arrivano, non sai più che fartene: che nervoso!

E' come quando scopi: durante ti piace, ti diverti, sudi, ti impegni per arrivare alla fine; quando sei arrivato invece ti girano i coglioni perchè il giro sulla giostra è finito.

L'unica piccola differenza, rispetto al lavoro, è che scopare mi piace, lavorare no.

Avrò sbagliato lavoro? Può essere.

Vista la mole di tempo libero di questi giorni, in cui mi sono trasformato in una specie di sottopensionato scorreggione, ho avuto modo di pensarci: non sarebbe male piantare tutto e andarsene a Capo Verde, come il protagonista del libro di Fabio Volo.

Il problema è che Capo Verde, come qualsiasi altro posto nel mondo, non sarebbe in ogni caso la soluzione. 

Così mi trovo a fare i conti con la parte di me che meno mi piace, quella che rompe i coglioni, quella che ripete in un orecchio che se non fosse stato per mia madre adesso starei a fare il calciatore, in vacanza a Porto Cervo, abbronzato e felice!

Invece sono qua, davanti a  uno stupido pc, ad interrogarmi sul perchè nel mondo le cose vanno in un certo modo, sul perchè mi imbatto sempre in persone insicure, forse egoiste, sul perchè i miei amici partono e io rimango segregato in casa in questo posto di merda, sul perchè me ne frega se una macro di Access non funziona (che in realtà, poi, non ma ne frega).

Nell'antica Roma, pare, l'economia si basasse sulla schiavitù: pensando pensando non è che oggi le cose siano cambiate.

Magari hai un buon lavoro, che ti permette di toglierti delle soddisfazioni: peccato che 8 ore al giorno le devi dedicare a qualcuno che ti paga perchè tu possa sopravvivere e preoccuparti dei cazzi suoi mentre lui, intanto, se la "vive" alla faccia tua.

E allora? Che c'è di strano?

Nulla.

Questo è il punto.

Che non c'è più nulla di strano.

E che forse non c'è mai stato.

Una giornata è fatta di 24 ore: 4 ore di lavoro al mattino, 1 ora pausa pranzo, 4 ore di lavoro il pomeriggio, torni a casa alle 18:30 se ti va bene, e che cazzo fai? Vai a fare spesa, cucini, ceni, fai i piatti, pulisci e vai a dormire. Ma che cazzo di vita è??? Tutto sto casino, tutti sti sacrifici, per avere 2 giorni d'aria la settimana??? Ma andate tutti a fanculo e non chiedetemi di venire con voi: le cose così a me non stanno bene, non stanno bene per un cazzo!

E prima o poi me ne andrò, quando avrò le palle e qualche stramaledetto soldo per farlo.

E voi, cari amici, sarete gli ultimi a saperlo!