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7月14日 Il peso dell'anima più veloce della luceQuella che segue è ovviamente una cazzata, come tutte quelle che mi vengono in mente quando, dopo una corsa faticosa, doccia e cena, sono seduto sulla panchina del giardinetto a mangiare un gelato e guardare i bambini che giocano. Premetto che non sono un fisico nè un matematico per cui la mia conoscenza della materia è limitata a quanto dei professori ordinari, assunti dal regime sessantottino fra quelli che facevano gli esami collettivi, mi hanno insegnato all'università. Ho visto un bambino andare in bicicletta ed ho pensato alle teoria della relatività di Einstein (si scrive forse con la a invece della seconda e? questione di dettagli): cosa c'entra? Non so. Forse anche Einstein è stato un bambino che andava con la bicicletta. Allora ho ripensato, confesso anche con un po' di nostalgia, ai tempi dell'università, quando un professore più o meno dichiarato gay ci introdusse nel magico mondo degli accorciamenti spazio temporali e del relativismo. Postulato che sta alla base di tale teoria è che la velocità della luce è costante ed è la massima velocità raggiungibile (mi piacerebbe che qualcuno meglio informato di me mi correggesse se scrivo stupidaggini perchè, checchè si possa pensare dalla presentazione naiv, l'argomento mi interessa davvero). Mi può stare bene, anche se non credo che ad oggi siano stati fatti esperimenti tali da mostrare l'evidenza di questo postulato (sennò che postulato sarebbe?). A partire da qui, mi pare, viene dimostrato che la velocità della luce rappresenta un sistema di riferimanto assoluto. Ovviamente ora scrivo una cazzata: anche un bimbo a 20 all'ora su una bicicletta con le rotelle, se assumiamo che la bicicletta si muova con la massima velocità costante raggingibile, rappresenta un sistema di riferimanto assoluto. La cosa mi sembra talmente ovvia che credo siano stati molti a pensarla molto prima, e molto meglio, di me. Oppure non l'ha pensata nessuna visto la banalità della cosa. Fin qui nulla di nuovo. Passiamo al lato B. Dalla teoria della relatività (o da qualche teoria ad essa affine) si dimostra che E=mc2, cioè che l'energia è uguale alla massa per la velocità della luce al quadrato. Bene. Mi risulta che la morte di un essere vivente sia un evento reale. Bene. Un qualsiasi essere vivente si muove, cioè consuma, e se vogliamo produce, energia. Quando muore la sua energia, più o meno improvvisamente va a zero. Credo che da qui abbiano preso spunto studi condotti da uno scienziato russo sul peso dell'anima. Lo so, lo so, adesso starete pensando "ancora con questa storia..." con tutti gli annessi e connessi. Mi pare che si sia misurato sperimentalmente che il peso dell'anima è pari ad 8 grammi, ed è costante per ogni essere umano (non chiedetemi come hanno fatto ma se lo sapete suggeritemi pure dove posso andarlo a verificare: tra l'altro ci hanno pure intitolato un film). Mi sorgono due domande: 1) se il peso dell'anima è pari ad 8 grammi e l'essere umano alla sua morte ha un'energia pari a zero, l'energia che si libera dal suo corpo è pari a E=0,008*300.000.000*300.000.000 Joule? 2) se la velocità della luce fosse la massima raggiungibile, nell'equazione precedente dovrebbe comparire in forma lineare, e non in forma quadratica, altrimenti l'equazione non avrebbe alcun senso: mi spiego meglio. L'equazione sopra scritta vuol dire che se porto un corpo di massa m ad una velocità pari al quadrato della velocità della luce, ottengo un'energia pari ad E. Ma come è possibile se la massima velocità raggiungibile è quella della luce? Come è possibile andare al quadrato della velocità della luce? Eppure l'energia nell'universo esiste, si deduce facilmente dalle bollette dell'Enel. Altra domanda: la quantità sopra calcolata, sempre ammettendo che le ipotesi siano corrette, fornisce una quantità di energia che mi sembra elevata (sarei curioso di sapere quanto produce una centrale idroelettrica): come è possibile che in un corpo così piccolo come quello umano (avrà sì e no un volume di 1 metro cubo, considerando che i bambini appena nati hanno massa e volume molto minori) sia contenuta una quantità così grande di energia? Tra l'altro (sempre assumendo che le ipotesi fatte siano veritiere) non sappiamo se in vita il "peso" dell'anima subisce variazioni: assumiamo che sia costante. Come è possibile mantenere questa quantità di energia costante consumando nel corso della vita un'energia molto minore? (quella che deriva dall'alimentazione per capirci) Alla luce di questi ragionamenti, sparo a culo, (alla luce, è venuto spontaneo :) ) credo che solo la fusione nucleare possa fornire qualche spiegazione (è solo un discorso "pur parlè", come dicono a Bologna): nel corpo umano avviene forse questo processo e fino ad ora non ce ne siamo accorti? (siamo alla fantascienza) Fine del lato B. Postilla. Come sempre credo che nessuno risponderà a questi miei quesiti. Mi aspetto tutt'al più il commento di qualche sapientone ( o qualcuno che si spacci per tale) il quale mi dirà con l'aria saccente di chi sa, che ho scritto tante cazzate. Pazienza, purchè me lo dimostri :) Aneddoto. Quando frequentavo le scuole medie c'era un mio compagno che si divertiva a prendere in giro un bidello un po' "ritardato" (già mi vedo le invettive dei persecutori del bullismo lanciare anatemi). Il gioco consisteva in questo: Manuel schiacciava l'interruttore del neon che illuminava la classe, correva alla cattedra poco lontana, rischiacciava l'interruttore prima che il neon si fosse acceso, complice il gas freddo e gli starter ormai vecchi proclamando al bidello con aria soddisfatta una frase ineccepibile: "più veloce della luce". Non so se mi spiego.
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