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6月21日 EscortNon vi offendete se non ho inserito qualche mia foto a mezzo busto con gli addominali scollpiti che risaltano a torso nudo, la faccia da cocainomane e l'aria di chi t'osserva e pensa "guardami stupida!" E non l'ho fatto non perchè non avessi tempo o soldi (forse perchè non avrò questi tanto agognati addominali scolpiti che adesso immagini) ma semplicemente perchè non mi interessa se tu, che leggi e che forse spinta da un irrefrenabile desiderio o da semplice curiosità, mi contatterai fra poco, sei una stupida, oppure no. Del resto ogni commerciante che si rispetti, o che in ogni caso sappia farsi rispettare, non è affatto incuriosito dal livello intellettivo di chi acquista la sua merce. Per questo, visto che da oggi ho deciso di diventare un oggetto anch'io, probabilmente perchè gli oggetti destano più interesse delle persone, non mi sono preoccupato e non mi preoccupo affatto dell'acume delle mie future clienti. Il mio servizio, è bene chiarirlo, non offre prestazioni di carattere sessuale nè qualsiasi altra cosa che rientri nella sfera erotica: mi rivolgo sì a persone maggiorenni e di sesso chiaramente femminile, ma il mio obiettivo, da buon "a-damo di compagnia", è solo quello di allietare la serata, il week end o qualsiasi altro evento a cui vorrete invitarmi. Sono una puttana al maschile ma invece che il mio corpo vi vendo, a tempo parziale, la mia attenzione: spero vi piaccia. Dimenticavo: astenersi volgari e perditempo, non rispondo a e-mail anonime. Posso viaggiare in tutto il mondo, chiaramente a spese vostre. Potrei aggiungere, come ho letto su qualche sito/giornale in materia, la clausola "solo per persone di alto livello", ma siccome il livello di solito lo stabilisco io e quasi sempre non combacia con quello a cui voi credete d'appartenere, è meglio evitare inutili fonti d'imbarazzo. Per i week end devo essere avvisato almeno 48 ore prima. I "regalini" variano a seconda del tipo di incontro a cui sono invitato a partecipare: anche la parola ha un prezzo e la mia, se permettete, è molto "cara".
Per info e prenotazioni: diciassettere@hotmail.it 6月15日 L'importanza della segaStamane affronterò un problema che da anni ormai interroga insigni studiosi di tutto il mondo: l'estinzione dei dinosauri. Per questo mio intervento risolutivo desidero in primis ringraziare il dott. Daniele, di cui per correttezza ed in virtù della legge sulla privacy, di cui mai ricordo il numero di articolo, non citerò il cognome ma specificherò il soprannome alias Minnillu. Molti associano alla scomprasa di questi enormi animali gli eventi più eclatanti e disparati: alcuni sostengono che sarebbe stata opera di un meteorite talmente grande da non poter essere frantumato dall'attrito dell'atmosfera terrestre, altri che si sarebbe trattato di una improvvisa siccità dovuta ad un innalzamento del regime climatico terrestre, altri ancora risalgono alla carenza di cibo sufficiente. Benchè io sia perfettamente a conoscenza di tutte le molteplici teorie esposte dai miei di certo più famosi, ma qui aggiungo ingiustamente, colleghi, non starò ad esporle tutte tanto più che, quando vi rivelerò il vero motivo, appariranno ormai desuete ed evidentemente mendaci. Secondo la nostra opinione, mia e del sopra citato dott. Daniele, che sfido qualsiasi luminare a confutare, l'estinzione dei dinosauri è da ricercare in motivazioni morfologiche nella struttura degli arti inferiori e superiori, nonchè delle zampe delle specie non erette. Come tutti sappiamo perchè abbiamo avuto modo di vedere alcune immagini ricostruite o per semplice sentito dire, i dinosauri (di cui in allegato riporto una ricostruzione) avevano quelle che definirò impropriamente "braccia" e "gambe" molto corte rispetto alla struttura corporea. In virtù di questa conformazione è evidente come per loro sia stato impossibile poter toccare le regioni del loro basso ventre. "Cosa c'entra tutto questo con la loro estinzione?" vi starete probabilmente ancora chiedendo. Orsù, pensateci meglio, strizzate le meningi e allargate le falangi, è ovvio: i dinosauri sono morti per una grave e terribile forma di esaurimento nervoso. A questo proposito permettetemi una divagazione: vorrei spezzare una lancia a favore di questa categoria animale verso cui nessun provvedimento è stato preso nè dallo Stato nè dalle associazioni di volontariato. Nessuno si è preoccupato di fondare un movimento, di certo utilissimo, e del resto sovvenzionabile tramite legittimi fondi europei, a ricordo dei dinosauri defunti, a monito delle sofferenze atroci a cui questi animali sono stati sottoposti, non certo direttamente dall'uomo, che non ha evidentemente fatto in tempo, ma dal pianeta, a cui l'uomo quindi, deve ribellarsi. Bisogna però notare come l'essere umano in questo senso, magari non rivendicando le ragioni precise dei suoi gesti, abbia fatto molto, a partire dalle discariche abusive, a finire con l'uso di benzina verde cancerogena. Tuttavia leggo nei vostri volti, cari Lettori, una nota di sorpresa come se non aveste, al termine della mia divagazione, ancora capito perchè i dinosauri si sono effettivamente estinti: cosa c'entra l'esaurimento con le braccia corte? Lo so che siete impazienti di saperlo ma speravo, e qui evidentemente sono stato colto in fallo, che da soli sareste arrivati, nel tempo necessario per la mia parentesi dinosauro-sociale, alla soluzione dell'enigma. Del resto ho molta stima dei miei lettori. Visto però che siete ancora qui a farmi questa domanda vi risponderò con una sentenza lapidaria destinata a fare breccia nella comunità scientifica internazionale ed a lasciare molti ricercatori, finalmente, dico io, disoccupati. Poichè, ahimè, non amo le rivelazioni, per così dire, "pornografiche", tenterò l'impresa di condurvi per mano a comprendere in autonomia il motivo dell'estinzione dei dinosauri. Fortunatamente ci rimane da togliere solo la biancheria intima del ragionamento per cui non sarò troppo prolisso e potretet seguire agevolmente il mio elementare ragionamento. Pensate ad un animale, uno qualsiasi. Siate un po' più fantasiosi: oltre al cane o al gatto immaginate, chessò, l'armadillo, il formichiere, il diavolo della tasmania. Moltiplicatelo per due e aggiungete quattro. Scusate, mi stavo confondendo con un altro tipo di ragionamento che vi spiegherò la prossima volta: torniamo ai dinosauri. Qualsiasi animale dotato di braccia voi possiate pensare noterete che la lunghezza dei suoi arti è sempre tale da permettergli di raggiungere almeno la vita, che vedete a volte il caso, stranamente si chiama proprio vita. E senza raggiungere a vita, lo sappiamo tutti, non si vive, cioè si muore. E' evidente, allora, lapalissiano il motivo: i dinosauri si sono estinti perchè non potevano farsi le seghe!
Nota (a fondo perduto): a seguito del diffondersi di questa notizia un ricco magnate americano di Las Vegas, noto nell'ambiente per la sua passione per il Partito d'Azione e le vicissitudine delle guerre d'indipendenza italiane, avrebbe deciso di instaurare, a sue spese e con la collaborazione di una nota casa farmaceutica, un movimento, designato con lo stesso nome di quello di stampo mazziniano, e costituito da una schiera di 12 (dodici) pornostar, pronte a fare le seghe ai dinosauri, onde evitarne una nuova estinzione, nel caso ricomparissero sulla faccia della terra. Chiaramente le lavoratrici sono equipaggiate con divisa anti sommossa e con tutte le dotazioni atte a permettere di lavorare in sicurezza secondo quanto stabilito dalle leggi internazionali sulla sicurezza sul posto di lavoro. Pare che tutte le reti private della tv italiana abbiano acquistato in anteprima l'esclusiva dell'evento.
DipendenzaChi frequenta e legge abitualmente un blog appartiene, a mio parere, a quella schiera di persone che sono solito definire malate. Una specie di morbosità conoscitiva colpisce chi è alla ricerca di se stesso e vuole scoprirsi in ciò che scrivono gli altri. Del resto è solo un diverso aspetto della stessa malattia del redattore del blog, che scrive per potersi rileggere, per poter lasciare una traccia tangibile di una sua presenza sommersa dal rumore esterno. Così io scrivo e tu, tu leggi, cara Lettrice, avida di sapere perchè fra tutti coloro che conosci e che più o meno inconsciamente classifichi, perchè non sei ancora riuscita a trovarmi una collocazione. Eppure non siamo speciali, siamo solo persone qualunque, in un posto ed in un tempo qualunque. E allora perchè sei così curiosa di vedere la mia pupilla che nel buio si dilata? Questa è un'immagine che mi ha fatto venire in mente mio fratello stasera, tornando da una festa di compleanno. Sono io che son voluto venir via: le feste di diciotto anni le odiavo a diciotto anni ma non potevo sottrarmene perchè non ne avevo le forze, non ero mica pronto a mostrarmi asociale così come sono sempre stato! Adesso le cose sono cambiate: continuo a odiarle ma posso pur sempre venir via quando mi pare, avendo trascorso più della metà del tempo a chiedermi il perchè ci fossi andato e a darmi, sempre, la stessa risposta: "è un bravo ragazzo e ci teneva che venissi, anche se non saprà mai che per me è stato un bel sacrificio". Di positivo c'era solo un sicomoro secolare rischiarato dalle squame dei raggi lunari: è una notte a tre quarti. Così, mia cara Lettrice, del resto più curiosa del mio caro lettore, vieni qui per leggerti. Prima d'ora non avevi mai potuto sospettare che io lo sapessi, che io conoscessi questa tua dipendenza, questo tuo comportamento. Magari potevi sospettarlo ma non t'era data la certezza: adesso voglio che tu lo sappia e voglio che tu sappia che io voglio che tu lo sappia. E se un giorno decidessi di sparire? se non scrivessi più nulla? se anch'io, come te, usassi quel famoso timer da dolce forno Harbert con cui ti riservi il diritto di farti sentire quando e come vuoi, se lo vuoi? Quest'estate partirò per una terra smeraldo, lontana qualche ora d'aereo, ma tutti forse lo sapevate già: e se decidessi di non tornare? perchè parto? da solo poi... Parto per mettermi alla prova, per leggere un altro me che non vien fuori dalle pagine scritte il sabato sera ad un'ora in cui gli altri annegano nei fumi del Porto i propri sensi di colpa e le proprie debolezze. Parto per sentirmi libero, capace di dire che la mia vita non è solo quella che vivo, è molto di più, è oltre. Non è importante arrivare, è importante andare oltre. Parto per un'esperienza che sia solo mia, esclusiva, incondivisa ed incondivisibile, che sia solo mia per scelta e non per non aver nessuno con cui condividerla. Allora come farai, se non decidessi di aggiornare più questo stupido spazio virtuale, come farai a soddisfare la tua sete da voyeurista, ad interessarti di nascosto a chi devi tenere a bacchetta perchè altrimenti non riesci a controllare? Già, perchè tu leggi, certo, ma non scrivi, non lasci commenti, non lasci tracce, tu controlli, osservi guardinga le mosse dell'avversario, come se io lo fossi davvero. Il tutto con la scusa d'esser donna e quindi giustificata per non aver nulla da dire: lo sappiamo entrambi che si tratta solo di una scusa, di gusto banale tra l'altro. Non mi spaventa la libertà ma la dipendenza, in questo abbiamo qualcosa in comune. In fondo sono sempre stato libero nelle mie dipendenze: devo abituarmi a qualcosa o qualcuno, fissare i posti e le strade che ripeto ogni volta che mi reco da qualche parte, come se il viale fosse luogo egli stesso, e non solo il tramite, il mezzo per spostarsi dalla partenza alla meta. E comincio a stufarmi di questo stato di cose che produce l'atrofia dei miei neuroni, già provati per motivi a te oscuri, ma neanche tanto. Così evito di annoiarmi. Sai che c'è? C'è che tra amore e dipendenza ci passa un capello...ed io da piccolo "sono sempre stato un tipo spettinato". |
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