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5月23日 Praha social networkPraga. Chi è Praga? Praga è una donna, sicuro, di quelle che hanno fascino perchè il fascino è nella loro natura: non Londra, che ti aspetta a gambe aperte e con l'occhiolino ammiccante del consumismo frenetico, ma Praga, silenziosa, romantica. Un incrocio di razze e di religioni: ebrei, musulmani, ortodossi, tedeschi, slavi, cechi, tutti ammassati intorno al fulcro sinuoso della Moldava. Che poi ogni tanto s'incazza e rimette ognuno al proprio posto... La cosa meravigliosa di questa città è la gente che vi si incontra: nessuno va di fretta (o così almeno mi è parso) e tutti, dal tossico al presidente, hanno una sana curiosità verso il prossimo che non sfocia mai nell'invadenza tipica dei popoli mediterranei. Sarà stato che il proprietario dell'albergo era italiano (romagnolo per la precisione, e non un romagnolo qualunque ma un romagnolo doc), sarà stato che ho conosciuto un altro italiano proprietario di un bar vicino al teatro nazionale, ad ogni modo, le persone con cui ho scambiato quattro chiecchiere comodamente seduto al bancone e senza far nulla di particolare per attirare l'attenzione sono state di gran lunga più numerose rispetto a quelle che forse in tutta la mia vita ho conosciuto in Italia. E tutto questo senza parlare neppure una sola parola di Ceco (di cui ho però comprato, purtroppo solo l'ultimo giorno, un corso in italiano). Tant'è che ieri sera, a spasso per la ridente cittadina balneare di Senigallia, mi sono annoiato non poco guardando persone isteriche probabilmente uscite da qualche trasmissione della De Filippi sgambettare per il lungomare senza metà in cerca di qualche improbabile conquista (?): da soli erano venuti e da soli se ne sono tornati (senza meta ma in cerca di una metà!). A Praga sono stato una sera in un discopub ed ho capito che noi italiani, che all'estero ci gongoliamo con tanta fierezza dei nostri spaghetti, dai praghesi abbiamo molto da imparare. Ero da solo, come spesso mi capita. In Italia entrare in un locale da soli sembra trasmettere già un segnale negativo, o almeno questa è l'impressione che negli anni mi sono fatto. In primis il cameriere od il buttafuori ti squadrano quasi avessi una strana malattia esantematica o altamente infettiva e dalle loro facce puoi subito capire che stanno pensando "questo qui la sera esce da solo....che razza di gente che c'è in giro al giorno d'oggi". A Praga non solo non vieni classificato come bestia rara dagli altri clienti, che , tra l'altro , vivono in una beata indifferenza paragonabile all'estasi di qualche santo padre della chiesa (che scrivo volutamente con la lettera piccola) ma se hai bisogno di una mano o semplicemente vuoi parlare con qualcuno sono gli altri che ti si avvicinano (indifferentemente maschi o femmine) con la sana curiosità dei bimbi. Punto due: il tamarro vip non è di moda. Ho visto un gorilla modello Costantitno Vitaliano essere allontanato a malo modo da maschi e femmine zompettando come un pirla in preda ad improbabili attacchi convulsivi in mezzo alla pista senza nessuna che lo degnasse di uno sguardo. Ho visto altri ragazzi italiani come me essere avvicinati da normalissime ragazze ceche e ballare tranquillamente per un po' in un clima di allegria generale, senza nessun bisogno di infilarsi tre metri di lingua in bocca e senza il minimo accenno di gelosia da parte dei cechi presenti. Ho visto un ragazzo ceco accarezzare una ragazza che era lì col fidanzato e lei tirargli una pizza che lo ha rimesso subito al suo posto, senza dare adito a nessun fraindentimento od equivoco (in Italia sarebbe finita a coltellate...). Ho visto anche tre ragazze italiane starsene a ballare tra loro al proprio tavolo, unico caso in tutto il locale, e rifiutare qualche piccolo tentativo di invitarle a partecipare alla festa collettiva. Ovviamente dopo aver provato una volta nessuno si è più avvicinato e loro sono rimaste, vamp da quattro soldi, al tavolino come delle autistiche. Daniele dice che tanti anni di dittatura televisiva in Italia hanno portato a questa totale incomunicabilità fra le persone: può essere una buona spiegazione anche se ci sarebbero altre domande più spiccatamente politiche a cui dare una risposta. Io penso che in Italia abbiamo la presunzione di giudicare le persone senza alcuna cognizione di causa: le conosciamo già, senza bisogno di conoscerle. Come scriveva Oscar Wilde"solo uno stupido non giudica dalle apparenze": non si sa perchè però la apparenze in Italia portano il più delle volte a giudizi negativi, aggiungo io. Probabilmente perchè abbiamo perso il gusto per la bellezza? Probabilmente, tanto che la confondiamo con i manichini di Intimissimi. Così ho conosciuto Fabio, il gestore del Camberly bar, un italiano ormai stufo della stagnante astomsfera che si respira nel milanese; Camila, la sua convivente, quarantenne, ex modella ceca e suo figlio Daniel, in procinto di iscriversi all'università; Kelly, una ragazza americana della Florida (Jacksonville per la precisione) che a Praga è venuta per scelta per insegnare inglese, ed una sua amica che dopo aver cantato insieme Hey Jude dei Beatles mi ha stampato un sonoro bacio sulla guancia; Roberto, il gestore di un night club ex fantino e pluridecorato dj nella Ibiza dei tempi d'oro; Miroslav ed un suo collega della polizia praghese, innamorato dell'Italia; un cinquantenne sopravvissuto ad un tumore che voleva a tutti i costi abbordare qualcuna delle ragazze della lap dance (che a Praga è cosa ordinaria, come le cubiste nelle nostre discoteche) e che si è scusato a raffica perchè il cameriere non ci aveva ancora portato da bere; un ragazzo che coltiva marijuana sul suo balcone perchè dice che tanto lì è normale...(fermo restando che si a vero); Eva e Sandra. Poi alle 14:30 del 17 maggio sono atterrato di nuovo nel terzo mondo, con tutto il rispetto per chi nel terzo mondo, economicamente parlando, ci abita davvero. E mi sto ancora chiedendo cosa ci sia tornato a fare. Dobry den. |
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